Nel 2025 il tema della sicurezza sul lavoro si conferma centrale. I dati più recenti mostrano un quadro articolato: da un lato una diminuzione strutturale dell’incidenza degli infortuni rispetto al passato, dall’altro segnali di crescita in ambiti specifici che richiedono attenzione immediata.
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (esclusi gli studenti) sono state 416.900, con un lieve aumento dello 0,5% rispetto al 2024. Nonostante questa crescita, il dato va letto in prospettiva: rispetto al periodo pre-pandemico si registra un calo significativo. L’incidenza sugli occupati è infatti scesa da 2.005 casi ogni 100mila lavoratori nel 2019 a 1.727 nel 2025 (-13,9%).
Questo indica un miglioramento strutturale, ma con segnali di rallentamento che non vanno sottovalutati.
I settori più colpiti
L’analisi settoriale evidenzia dinamiche molto diverse tra comparti:
In aumento:
- Costruzioni
- Commercio
- Sanità e assistenza sociale
- Servizi di alloggio e ristorazione
In diminuzione:
- Servizi di supporto alle imprese
- Trasporto e magazzinaggio
- Manifatturiero
Questi dati suggeriscono che i rischi si stanno spostando verso settori ad alta intensità relazionale e operativa, dove spesso incidono fattori organizzativi oltre a quelli tecnici. Inoltre, crescono le denunce tra le donne (+2,0%), restano nella normaper gli uomini e aumentano tra i lavoratori stranieri.
Infortuni mortali: un calo lieve ma non sufficiente
Nel 2025 le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sono state 792, in lieve diminuzione rispetto al 2024. L’incidenza passa da 3,38 a 3,28 decessi ogni 100mila occupati rispetto al 2019.
Tuttavia:
- Diminuiscono nel settore Industria e servizi
- Aumentano in Agricoltura e nel Conto Stato
- Crescono nel Manifatturiero e nel Commercio
- Calano in Costruzioni e Trasporti
Il dato conferma che la sicurezza sul lavoro resta una priorità assoluta.
Malattie professionali: il dato più preoccupante
Le denunce di malattia professionale hanno raggiunto 98.463 casi, con un aumento dell’11,3% rispetto al 2024.
Le principali patologie riguardano:
- Sistema osteo-muscolare
- Sistema nervoso
- Udito
- Tumori
- Malattie respiratorie
Questo trend segnala rischi cronici e spesso sottovalutati.
Cosa devono fare le imprese
I dati 2025 rafforzano un messaggio chiaro: la sicurezza non può essere solo un adempimento normativo. Serve un approccio strutturato che includa:
1. Prevenzione continua
Analisi dei rischi aggiornata e specifica per settore e mansione.
2. Formazione efficace
Non solo obbligatoria, ma realmente comprensibile e applicabile.
3. Gestione dei rischi organizzativi
Turni, carichi di lavoro e stress incidono direttamente sugli infortuni.
4. Sicurezza nella mobilità
Piani aziendali per ridurre i rischi negli spostamenti casa-lavoro.
Conclusione
Il 2025 conferma che la sicurezza sul lavoro è un tema in evoluzione. Se da un lato i numeri mostrano miglioramenti rispetto al passato, dall’altro emergono nuove criticità — soprattutto legate alla mobilità e alle malattie professionali.
Questo accresce l’importanza non solo di monitorare i dati e promuovere la prevenzione, ma di dare concreta applicazione alle norme esistenti.
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