Quando si parla di responsabilità medica, spesso si pensa agli errori più evidenti: diagnosi sbagliate, interventi errati, cure inadeguate. Ma esiste una categoria di danno più sottile e meno conosciuta: la perdita di chance.
In termini semplici, parliamo della concreta opportunità di migliorare la propria condizione di salute o di evitare un peggioramento, distinta dalla perdita di un risultato certo. Se un errore medico compromette questa possibilità, il danno è risarcibile.
Ma quando e come si può far valere questo diritto? Vediamo cosa dice la giurisprudenza.
Perdita di chance: un principio fondamentale nella giurisprudenza
La Cassazione, con la recente sentenza n. 18568/2024, ha ribadito che la perdita di chance non è un danno ipotetico, ma una lesione concreta e autonoma, che può essere risarcita se dimostrabile.
Il punto centrale è il nesso causale: deve essere provato che l’errore medico ha irrimediabilmente compromesso un’opportunità terapeutica, secondo la regola del “più probabile che non”.
In sostanza, non si deve dimostrare che il paziente sarebbe guarito con certezza, ma che aveva una possibilità concreta di migliorare e che questa possibilità è stata negata dalla condotta colposa del medico.
Il calcolo del danno: quando la perdita è risarcibile?
Come si stabilisce il risarcimento? Il risarcimento per perdita di chance richiede una valutazione probabilistica, che considera la percentuale di successo (superiore al 50%), legata al trattamento o all’intervento mancato. La giurisprudenza sottolinea che l’elemento centrale è la dimostrabilità del fatto, supportata da dati medici e scientifici. Questo approccio mira a bilanciare equità e concretezza, evitando risarcimenti basati su aspettative aleatorie.
La sentenza della corte d’appello di Lecce: un caso concreto
Un esempio importante arriva dalla Corte d’Appello di Lecce (sentenza n. 742/2023), che ha riconosciuto il risarcimento ai familiari di un paziente deceduto a causa di errori medici. La Corte ha evidenziato come la condotta del professionista sanitario abbia ridotto le possibilità di sopravvivenza del paziente. È stata risarcita così la perdita di chance, distinta dal danno da perdita della vita.
Questo caso dimostra quanto sia fondamentale quantificare correttamente l’opportunità persa, trattandola come un danno autonomo e risarcibile.
Come ottenere giustizia per una perdita di chance
Il danno da perdita di chance può rappresentare in definitiva un ponte tra diritto e medicina, poiché volto a garantire giustizia in situazioni in cui questa è compromessa. Per tutelare al meglio i propri diritti e affrontare la complessità tecnica e giuridica di ciascun caso, è fondamentale affidarsi a uno studio legale competente.
Se pensi di aver subito un errore medico che ha compromesso la tua possibilità di guarigione o miglioramento, agire è fondamentale.
- Non sottovalutare i segnali: se ti è stato negato un trattamento che avrebbe potuto migliorare la tua salute, potresti avere diritto a un risarcimento.
- Affidati a professionisti esperti: la complessità della materia richiede avvocati e medici legali specializzati.
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A.P. Risarcimento & Consulenza può aiutarti. Offriamo una consulenza gratuita per valutare il tuo caso e capire se ci sono le condizioni per ottenere un risarcimento adeguato. Valorizziamo ogni elemento probatorio a favore del paziente o dei suoi familiari.
Grazie a un approccio professionale e multidisciplinare, è possibile individuare correttamente il nesso causale, stimare la perdita subita e perseguire un’equa riparazione del danno.
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