La malasanità è un problema che ogni anno colpisce migliaia di pazienti in Italia, causando danni alla salute, sofferenze personali e gravi conseguenze economiche.
In questa guida scopriamo cosa si intende per malasanità, quando è possibile chiedere un risarcimento e come denunciare un errore medico, anche se si è cittadini stranieri. In ambito chirurgico, ad esempio, un intervento può avere un esito clinico sfavorevole anche in assenza di responsabilità medica, quando il chirurgo ha operato correttamente e il rischio era noto e adeguatamente comunicato al paziente.
Diverso è il caso in cui l’intervento venga eseguito in modo scorretto, ad esempio con una manovra tecnica errata, il mancato rispetto dei protocolli o un errore nella fase operatoria, causando una lesione evitabile o un peggioramento permanente delle condizioni del paziente: in presenza di colpa e di nesso causale, può configurarsi responsabilità medica.
Cos’è la malasanità
Per malasanità si intende il danno subito da un paziente a causa di un errore medico o di un disservizio sanitario, come:
- diagnosi errate o tardive
- trattamenti sbagliati
- interventi chirurgici eseguiti in modo scorretto
- carenze organizzative delle strutture sanitarie
In ambito legale si parla più correttamente di responsabilità medica, che esiste solo se l’errore ha causato un danno concreto e dimostrabile. Non tutti gli esiti negativi di una cura sono malasanità: è necessario un errore colposo e un nesso causale tra la condotta sanitaria e il danno subito.
Quando si parla di responsabilità medica
Un caso di malasanità è risarcibile solo se sono presenti tre elementi fondamentali:
- Il danno, fisico, psicologico o patrimoniale, giuridicamente rilevante
- Il nesso causale tra la condotta sanitaria e il danno
- La colpa, del sanitario e/o della struttura
In assenza anche di uno solo di questi elementi, il risarcimento non è riconoscibile.
Tipologie di malasanità più frequenti
I casi più comuni riguardano:
- Errori diagnostici (diagnosi sbagliata o tardiva)
- Errori terapeutici (farmaci o cure non appropriate)
- Interventi chirurgici errati
- Infezioni ospedaliere
- Carenze organizzative (ritardi, mancanza di igiene, personale insufficiente)
Tra i reparti più frequentemente coinvolti figurano ortopedia e traumatologia, anche in ragione dell’elevato numero di interventi e della loro complessità.
Colpa lieve, colpa grave e dolo: cosa cambia
In ambito sanitario la responsabilità varia in base alla gravità dell’errore:
- Colpa lieve: errore non macroscopico. In ambito penale può non essere punibile se il medico ha rispettato linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali.
- Colpa grave: negligenza, imprudenza o imperizia evidente (ad esempio, una garza dimenticata dopo un intervento) → può comportare responsabilità civile e penale.
- Dolo: comportamento intenzionale volto a causare il danno → comporta gravi conseguenze penali.
Anche se il medico non risponde penalmente, la struttura sanitaria può essere comunque responsabile sul piano civile.
Quali danni possono essere risarciti
Danni patrimoniali
- spese mediche
- perdita o riduzione del reddito
- costi di assistenza e cure future
Danni non patrimoniali
danno esistenziale (peggioramento della qualità di vita)
danno biologico (lesione dell’integrità psico-fisica)
danno morale (sofferenza interiore)
Come denunciare un caso di malasanità
I passaggi principali sono:
- Raccogliere la documentazione medica
- Rivolgersi a un professionista specializzato in responsabilità sanitaria
- Ottenere una perizia medico-legale
- Attivare un tentativo obbligatorio di composizione (accertamento tecnico preventivo o procedura conciliativa)
Avviare un’azione giudiziaria, prevalentemente civile e, solo se ne ricorrono i presupposti, anche penale
Entro quanto tempo si può denunciare
Il calcolo parte dal momento in cui il diritto può essere fatto valere (il cosiddetto dies a quo). Da qui in avanti decorre un periodo variabile a seconda della tipologia di responsabilità.
- Prescrizione ordinaria (10 anni): prevista dall’art. 2946 c.c., riguarda i casi di responsabilità contrattuale, ossia quando il danno deriva dall’inadempimento di un contratto.
- Prescrizione breve (5 anni): si applica agli illeciti extracontrattuali (o illeciti aquiliani), quando cioè il danno deriva da un fatto illecito senza rapporto contrattuale. Questa scelta legislativa è legata alla difficoltà di reperire prove a distanza di troppo tempo, come testimonianze o ricostruzioni di eventi.
Non tutti i diritti hanno lo stesso tempo per essere fatti valere. Alcuni si prescrivono molto velocemente, perciò agire subito è fondamentale.
Agire subito è fondamentale per non perdere il diritto al risarcimento.
Malasanità con esito mortale: chi ha diritto al risarcimento
In caso di morte del paziente, possono agire per il risarcimento il coniuge o partner, i figli, i genitori e, in presenza di un legame affettivo stabile, anche altri familiari.
Sono risarcibili sia i danni subiti dal defunto, sia i danni morali ed economici patiti dai familiari.
A chi rivolgersi in caso di malasanità
Non tutti gli errori sanitari portano automaticamente a un risarcimento.
Per capirlo davvero serve una valutazione tecnica e legale fatta con attenzione.
Se sospetti un caso di malasanità, non aspettare: agire tempestivamente è il primo passo per tutelare i tuoi diritti e ottenere giustizia. Affidarsi a professionisti che uniscono competenze legali e medico-legali, come accade in A.P. Risarcimento & Consulenza, aiuta a fare chiarezza e a tutelare i propri diritti.
Vuoi ricevere articoli e aggiornamenti direttamente sulla tua email?
Resta sempre aggiornato sulle leggi, le sentenze e i casi reali di chi ha ottenuto giustizia. Ricevi direttamente nella tua email aggiornamenti su malasanità, lavoro, previdenza e diritti, con informazioni utili per affrontare la vita di tutti i giorni!
Iscriviti alla nostra newsletter!

