Dal 1° marzo 2026 cambia in modo significativo la procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’indennità di accompagnamento e dello stato di handicap ai sensi della Legge 104/92. Con l’entrata a regime della riforma prevista dal Decreto Legislativo 3 maggio 2024 n.62, l’INPS diventa l’unico soggetto titolare della valutazione di base della disabilità.
Una novità che punta a uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale e introduce anche il cosiddetto “Progetto di vita”, elemento centrale della riforma.
Accertamento invalidità civile: INPS unico ente responsabile della valutazione
La riforma introduce una valutazione di base unitaria, affidata direttamente all’INPS.
L’obiettivo è:
- superare frammentazioni territoriali
- ridurre difformità di giudizio
- garantire maggiore uniformità nelle decisioni
Per le persone con disabilità e le loro famiglie si tratta di un cambiamento rilevante, soprattutto nelle modalità di avvio della procedura.
Avvio della procedura: eliminata la domanda amministrativa iniziale
Una delle novità più importanti riguarda l’avvio del procedimento.
Con il D.Lgs. 62/2024 non sarà più necessaria la tradizionale domanda amministrativa iniziale e l’iter partirà con l’invio telematico del nuovo certificato medico introduttivo. Sarà il medico certificatore a trasmettere direttamente all’INPS il certificato.
La decorrenza dell’eventuale prestazione assistenziale (assegno o accompagnamento) scatterà dal primo giorno del mese successivo all’invio del certificato.
Certificato medico introduttivo: nuove regole valide dal 1° marzo 2026
Dal 1° marzo 2026:
- I certificati redatti con le vecchie modalità ma non ancora inviati con la domanda non saranno più validi.
- L’accertamento potrà iniziare esclusivamente tramite il nuovo certificato medico introduttivo.
Per questo è fondamentale:
- consegnare tempestivamente copia del certificato e della ricevuta
- comunicare subito all’INPS tutti i dati socioeconomici necessari
- farsi assistere da un Patronato per evitare errori o ritardi
Il “Progetto di vita”: cosa prevede la riforma disabilità
Tra gli aspetti più innovativi della riforma c’è il “Progetto di vita”, che mira a:
- mettere la persona con disabilità al centro
- integrare valutazione sanitaria e bisogni sociali
- programmare interventi personalizzati
Non solo quindi una percentuale di invalidità, ma una visione più ampia che considera inclusione, autonomia e sostegno nel tempo.
Dove si applica la riforma dal 1° marzo 2026
Dal 1° marzo 2026 la riforma sarà operativa in 40 nuove province, tra cui: Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Bergamo, Cagliari, Catania, Messina, Bolzano, Treviso, Udine, Ancona, Caserta, Reggio Calabria e molte altre.
In Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento l’attuazione avverrà nel rispetto degli statuti speciali, con applicazione transitoria della normativa vigente.
Conclusioni
La riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024 rappresenta un passaggio strutturale nel sistema di accertamento della disabilità: l’INPS diventa unico referente nazionale e viene superata la frammentazione territoriale delle valutazioni.
L’eliminazione della domanda amministrativa iniziale e l’obbligo del nuovo certificato medico introduttivo modificano concretamente le modalità di accesso alle prestazioni assistenziali.
La fase di transizione, tuttavia, richiede particolare attenzione alle scadenze e alle modalità operative, soprattutto in relazione ai certificati redatti prima del 1° marzo 2026.
Per chi intende avviare la procedura di riconoscimento dell’invalidità civile o dell’indennità di accompagnamento, informarsi tempestivamente e verificare la correttezza dell’iter diventa essenziale per evitare ritardi o decadenze.
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