Quando si subisce un danno, sia esso materiale, morale o patrimoniale, la legge riconosce il diritto a richiedere un risarcimento nei confronti del responsabile. Tuttavia, questo diritto non è illimitato: esiste infatti il vincolo della prescrizione, che stabilisce entro quanto tempo è possibile agire legalmente.
In questo articolo analizzeremo cos’è la prescrizione, quali sono i termini previsti dalla legge e quali eccezioni bisogna conoscere per non perdere la possibilità di ottenere giustizia.
Cos’è la prescrizione nel diritto civile
La prescrizione è un istituto giuridico disciplinato dall’art. 2934 del Codice Civile. Essa comporta l’estinzione di un diritto se non esercitato entro un determinato periodo stabilito dalla legge.
Non tutti i diritti, però, sono soggetti a prescrizione: la legge prevede alcune eccezioni.
Per il diritto al risarcimento dei danni, invece, la prescrizione si applica sempre ed è quindi fondamentale conoscere i termini previsti, per non rischiare di perderlo.
Prescrizione e risarcimento danni: quali sono i termini?
Il diritto al risarcimento del danno rientra tra quelli soggetti a prescrizione. Ma qual è la durata dei termini e da quando iniziano a decorrere?
Il calcolo parte dal momento in cui il diritto può essere fatto valere (il cosiddetto dies a quo). Da qui in avanti decorre un periodo variabile a seconda della tipologia di responsabilità.
Le principali distinzioni sono:
- Prescrizione ordinaria (10 anni): prevista dall’art. 2946 c.c., riguarda i casi di responsabilità contrattuale, ossia quando il danno deriva dall’inadempimento di un contratto.
- Prescrizione breve (5 anni): si applica agli illeciti extracontrattuali (o illeciti aquiliani), quando cioè il danno deriva da un fatto illecito senza rapporto contrattuale. Questa scelta legislativa è legata alla difficoltà di reperire prove a distanza di troppo tempo, come testimonianze o ricostruzioni di eventi.
Non tutti i diritti hanno lo stesso tempo per essere fatti valere. Alcuni si prescrivono molto velocemente, perciò agire subito è fondamentale.
Interruzione e sospensione della prescrizione
Due concetti importanti da conoscere:
- Sospensione: in alcuni casi (es. minori o incapaci) il tempo rimane “congelato” e riprende a decorrere solo quando cessano le cause di sospensione.
- Interruzione: azioni come una diffida o una citazione in giudizio interrompono la prescrizione, che ricomincia da capo.
Cosa succede se interviene una sentenza
Un aspetto fondamentale da conoscere è che, quando esiste una sentenza di condanna diventata definitiva (cioè “passata in giudicato”, quindi non più impugnabile con appello o ricorso in Cassazione), il termine di prescrizione torna ad essere quello ordinario di 10 anni.
In questo modo si rafforza la tutela del creditore che ha già ottenuto un riconoscimento formale del proprio diritto in tribunale.
Conclusioni: perché è importante conoscere i termini di prescrizione
La prescrizione è un meccanismo fondamentale del nostro ordinamento, che bilancia il diritto a ottenere un risarcimento con l’esigenza di certezza giuridica.
Per chi ha subito un danno, è essenziale agire tempestivamente: attendere troppo a lungo può significare perdere definitivamente il diritto al risarcimento.
Ogni caso ha le sue particolarità: non sempre è chiaro quale termine di prescrizione si applichi o da quando inizi a decorrere. Per questo è consigliabile chiedere una valutazione legale, così da non correre rischi.
AP Risarcimento & Consulenza mette a disposizione un team di avvocati e medici legali per analizzare la tua situazione e chiarire i termini applicabili al tuo caso.
Vuoi ricevere articoli e aggiornamenti direttamente sulla tua email?
Resta sempre aggiornato sulle leggi, le sentenze e i casi reali di chi ha ottenuto giustizia. Ricevi direttamente nella tua email aggiornamenti su malasanità, lavoro, previdenza e diritti, con informazioni utili per affrontare la vita di tutti i giorni!
Iscriviti alla nostra newsletter!

