Quando ci si sottopone a una visita, a un intervento chirurgico o a qualsiasi trattamento sanitario, il paziente ha il diritto di ricevere informazioni chiare e complete prima di decidere. Questo è il principio del consenso informato, uno strumento fondamentale per tutelare la libertà di scelta e il diritto alla salute.
Se il medico non fornisce tutte le informazioni necessarie o esegue un trattamento senza un consenso realmente consapevole, il paziente può avere diritto a un risarcimento.
Cos’è il consenso informato?
Il consenso informato non è una semplice firma su un modulo. È un processo di comunicazione durante il quale il medico deve spiegare in modo comprensibile:
- la diagnosi;
- il trattamento proposto;
- i benefici e i possibili rischi;
- le alternative disponibili;
- le conseguenze di un eventuale rifiuto.
Solo dopo aver ricevuto queste informazioni il paziente può esprimere una scelta libera e consapevole, come previsto dalla Legge n. 219/2017.
Quando manca il consenso informato?
La violazione del consenso informato può verificarsi quando il paziente:
- non viene adeguatamente informato;
- riceve informazioni incomplete o poco chiare;
- viene sottoposto a un trattamento diverso da quello autorizzato;
- subisce un intervento senza aver espresso un consenso valido.
In questi casi può essere leso non solo il diritto alla salute, ma anche il diritto all’autodeterminazione, cioè la possibilità di decidere liberamente del proprio percorso di cura.
Quando è possibile ottenere il risarcimento?
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che il risarcimento può essere riconosciuto anche se l’intervento è stato eseguito correttamente dal punto di vista medico.
Il paziente può ottenere un risarcimento quando dimostra che:
- avrebbe rifiutato il trattamento se fosse stato correttamente informato;
- avrebbe scelto una terapia diversa o meno invasiva;
- ha subito un danno fisico, psicologico o morale a causa della mancata informazione.
Ogni caso viene valutato singolarmente, considerando le prove disponibili e il nesso tra la mancata informazione e il danno subito.
Quali danni possono essere risarciti?
Il risarcimento può comprendere:
- danni patrimoniali, come spese mediche o perdita di reddito;
- danni non patrimoniali, tra cui il danno biologico, morale ed esistenziale;
- il danno derivante dalla violazione del diritto all’autodeterminazione, anche quando non vi siano conseguenze fisiche particolarmente gravi.
Come far valere i propri diritti
Chi ritiene di aver subito un trattamento senza un consenso informato adeguato dovrebbe raccogliere tutta la documentazione sanitaria, come cartella clinica, referti e modulo di consenso eventualmente sottoscritto.
Successivamente è consigliabile richiedere una valutazione legale e medico-legale per verificare se esistono i presupposti per ottenere il risarcimento.
AP Risarcimento & Consulenza al tuo fianco
In materia di responsabilità sanitaria è fondamentale affidarsi a professionisti esperti. AP Risarcimento & Consulenza assiste i pazienti nella valutazione del caso, nell’analisi della documentazione medica e nell’azione volta a ottenere il giusto risarcimento per la violazione del consenso informato.
Se ritieni che il tuo diritto all’informazione sia stato violato, contattaci per una consulenza e scopri quali sono le possibili tutele previste dalla legge.
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