Mesotelioma, numeri in crescita e risarcimenti: il caso di Genova tra i più gravi
L’amianto è stato a lungo utilizzato in numerosi settori industriali per le sue proprietà ignifughe e isolanti, ma oggi è riconosciuto come uno dei materiali più pericolosi per la salute umana. Le fibre microscopiche che lo compongono, se inalate, possono causare patologie gravissime come l’asbestosi, il carcinoma polmonare e soprattutto il mesotelioma pleurico, un tumore maligno raro ma estremamente aggressivo che colpisce il rivestimento dei polmoni.
In Italia, l’amianto è stato ufficialmente messo al bando nel 1992, ma le conseguenze dell’esposizione – spesso avvenuta nei decenni precedenti – continuano ancora oggi a manifestarsi. I dati del Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) parlano chiaro: ogni anno si registrano oltre 1.500 nuovi casi di mesotelioma maligno nel nostro Paese, con incidenze elevate in regioni come Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. Aree in cui il tessuto industriale e portuale ha favorito, per decenni, l’esposizione inconsapevole a materiali contenenti amianto.
L’epidemia silenziosa che ha colpito l’Italia per via dell’asbesto non è solo sanitaria ma anche sociale e giudiziaria: migliaia di lavoratori, ex dipendenti e familiari convivono oggi con malattie riconducibili a esposizioni passate, spesso in ambienti di lavoro privi di protezioni e informazioni adeguate.
Il caso Genova: tra i più colpiti in Italia
Genova, storicamente tra i principali poli industriali e portuali d’Italia, è da decenni un epicentro di incidenza e mortalità da mesotelioma professionale.
Secondo i dati più aggiornati raccolti tra il 2018 e il 2023, oltre 370 nuovi casi di mesotelioma sono stati diagnosticati a Genova con riconoscimento dell’origine professionale. Il dato, già preoccupante di per sé, diventa ancor più rilevante se si considera che circa 9 diagnosi su 10 riguardano ex lavoratori, in particolare:
- operai del comparto navale e cantieristico (soprattutto del porto e delle grandi aziende del ponente genovese);
- addetti alla meccanica pesante;
- tecnici delle centrali elettriche e raffinerie;
- impiegati in attività ferroviarie;
- lavoratori di aziende municipalizzate coinvolti in manutenzioni o demolizioni.
Le fibre di amianto, una volta inalate, si fissano nei polmoni provocando infiammazioni croniche che, col tempo, possono degenerare in forme tumorali. Questo processo silente è alla base del lungo periodo di latenza della malattia, che rende difficile collegare direttamente la diagnosi attuale a un’esposizione lavorativa passata, a volte anche di 40 anni prima.
Strumenti di tutela per le vittime
Chi è stato colpito da mesotelioma o ha perso un familiare a causa di questa malattia può agire su più fronti:
- INAIL: è possibile chiedere il riconoscimento della malattia professionale e l’erogazione di rendite mensili, prestazioni una tantum e rimborsi per spese sanitarie.
- Causa civile: consente di ottenere il risarcimento integrale dei danni patrimoniali, morali e biologici, anche in caso di morte.
- Fondo vittime dell’amianto: eroga prestazioni economiche aggiuntive per le vittime o i loro eredi.
Il tempo a disposizione per agire non è infinito: i termini di prescrizione sono generalmente di 10 anni dalla diagnosi o dal decesso, ma è fondamentale non aspettare. La tempestività è essenziale per raccogliere prove, testimonianze e accedere a tutti i canali disponibili.
La battaglia per il riconoscimento: giustizia e risarcimenti
Negli ultimi anni si è assistito a un crescente numero di sentenze favorevoli alle vittime del mesotelioma e ai loro familiari. Le corti hanno riconosciuto la responsabilità del datore di lavoro per non aver adottato adeguate misure di protezione o per non aver informato i lavoratori dei rischi legati all’amianto.
Tra i casi più recenti:
- Un maxi-risarcimento di 190.000 euro (un caso che il nostro studio ha seguito) è stato riconosciuto a un ex lavoratore genovese esposto all’amianto a bordo delle navi militari: l’uomo ha sviluppato un mesotelioma pleurico dopo decenni di servizio in ambienti confinati e contaminati da coibentazioni in amianto friabile.
- In un altro caso, la Corte ha condannato l’azienda al risarcimento per malattia professionale a un lavoratore di impianto industriale, esposto nel tempo non solo all’amianto ma anche ad agenti chimici tossici come i PFAS.
- Ulteriori verdetti positivi riguardano operai meccanici, addetti alla manutenzione ferroviaria e tecnici dell’industria metallurgica, tutti esposti all’amianto in assenza di dispositivi di protezione o adeguate misure preventive.
In ciascuno di questi casi, la chiave del successo è stata la ricostruzione dettagliata della storia lavorativa, supportata da documentazione tecnica, perizie mediche e testimonianze.
AP Risarcimento & Consulenza: competenza e risultati al servizio dei cittadini
Affrontare un caso di mesotelioma significa intraprendere un percorso complesso, che richiede competenze legali, mediche e previdenziali trasversali.
Negli ultimi anni, AP Risarcimento & Consulenza ha ottenuto importanti vittorie legali, tra cui risarcimenti per mesotelioma, tumori da esposizione a sostanze tossiche e casi di invalidità da malattia professionale. Il team legale segue ogni fase, dalla raccolta della documentazione alla consulenza medico-legale, fino al contenzioso in sede giudiziaria.
Se tu o un tuo familiare siete stati esposti all’amianto o avete ricevuto una diagnosi di mesotelioma, contatta subito AP Risarcimento & Consulenza per una consulenza gratuita.
Conoscere i propri diritti è il primo passo per tutelarli.
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