L’esposizione al nichel rappresenta ancora oggi un importante rischio per la salute, soprattutto in ambito lavorativo. Questo metallo, largamente utilizzato nell’industria e presente in moltissimi oggetti di uso quotidiano, può provocare danni anche significativi all’organismo, specialmente nei lavoratori esposti per lunghi periodi.
Le patologie correlate all’esposizione professionale al nichel possono dare diritto al riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL, con conseguenti tutele previdenziali, sanitarie e risarcitorie. Per il personale del comparto sicurezza e delle Forze Armate non assicurato INAIL, invece, è possibile richiedere il riconoscimento della causa di servizio, dell’equo indennizzo e, nei casi più gravi, dello status di vittima del dovere.
Che cos’è il nichel
Il nichel, identificato dal simbolo chimico Ni nella tavola periodica, è un elemento naturale presente nella crosta terrestre. In passato veniva chiamato “rame del diavolo” dai minatori perché considerato meno prezioso del rame, ma oggi il suo impiego industriale è estremamente diffuso grazie alle sue proprietà di durezza, resistenza alla corrosione e al calore.
Si trova principalmente in minerali come la pentlandite ed è spesso combinato con altri metalli, tra cui ferro, rame, cromo e zinco, per creare leghe altamente resistenti. È proprio questa versatilità che rende il nichel così utilizzato in numerosi settori produttivi.
Dove si trova il nichel e come viene utilizzato
Il nichel è presente in moltissimi prodotti di uso comune: monete, batterie, pentole in acciaio inox, bigiotteria, cosmetici, smalti, tinture per capelli e persino colori per la ceramica.
A livello industriale viene utilizzato soprattutto nella produzione di acciai legati, batterie ricaricabili, rivestimenti metallici e processi di nichelatura, cioè il trattamento che consiste nel rivestire alcuni materiali con un sottile strato di nichel per aumentarne la resistenza.
Come avviene l’esposizione al nichel
L’esposizione al nichel può avvenire in diversi modi. Nella popolazione generale il contatto avviene soprattutto attraverso alimenti, acqua potabile, oggetti metallici e cosmetici.
Alcuni alimenti naturalmente ricchi di nichel sono cacao, cioccolato, legumi, frutta secca, cereali, funghi, pomodori, spinaci e tè. Anche l’acqua potabile può contenerne piccole quantità a causa del rilascio da tubature e raccordi metallici.
Molto comune è anche l’esposizione cutanea, che può verificarsi attraverso il contatto con bigiotteria, fibbie, bottoni, monete o prodotti cosmetici come shampoo, smalti e tinture per capelli.
In ambito lavorativo, invece, la principale via di esposizione è quella inalatoria. L’inalazione di polveri, fumi e particelle contenenti nichel rappresenta infatti uno dei rischi più importanti per i lavoratori del settore industriale.
Esposizione professionale al nichel e categorie a rischio
Il nichel e i suoi composti sono ampiamente utilizzati nell’industria metallurgica, metalmeccanica e galvanica. Viene impiegato soprattutto nella preparazione delle leghe metalliche, alle quali conferisce duttilità e resistenza alla corrosione e al calore.
I lavoratori maggiormente esposti sono quelli impiegati nella produzione di acciaio inox, nelle fonderie, nella saldatura, nella galvanica, nella produzione di batterie e nella lavorazione dei metalli. Anche il personale militare impegnato in scenari operativi particolari può essere stato esposto a metalli pesanti, tra cui il nichel.
L’esposizione professionale avviene soprattutto durante i processi di fusione, saldatura, smerigliatura e trattamento dei metalli, dove polveri e fumi metallici possono raggiungere concentrazioni elevate.
Effetti del nichel sulla salute
L’esposizione prolungata al nichel può provocare numerosi effetti sull’organismo. I danni più frequenti riguardano la pelle, l’apparato respiratorio e il sistema immunitario.
Una delle problematiche più diffuse è l’allergia al nichel, che può manifestarsi con arrossamento, prurito, eczema, desquamazione e irritazione cutanea anche dopo esposizioni minime.
Nei lavoratori professionalmente esposti, invece, possono svilupparsi patologie più serie come bronchiti croniche, asma professionale e sensibilizzazioni respiratorie.
L’esposizione cronica al nichel è stata inoltre associata a un aumento del rischio di tumori professionali, in particolare a carico dell’apparato respiratorio.
Indennizzi e risarcimenti
Le vittime di malattie professionali causate dal nichel possono avere diritto all’indennizzo del danno biologico, alla rendita INAIL e ad altre prestazioni previdenziali, incluso il prepensionamento nei casi previsti.
Oltre alle prestazioni INAIL, il lavoratore può ottenere il risarcimento integrale dei danni subiti quando non siano state rispettate le norme di sicurezza sul lavoro. Non si parla soltanto di danno biologico, ma anche di danni morali, esistenziali ed economici legati alla perdita della capacità lavorativa e al peggioramento della qualità della vita.
Conclusione
Il nichel è un metallo ampiamente diffuso e indispensabile in molti processi industriali, ma l’esposizione prolungata può comportare rischi importanti per la salute, soprattutto in ambito professionale.
Conoscere le modalità di esposizione, le categorie maggiormente a rischio e le tutele previste dalla legge è fondamentale per proteggere i lavoratori e garantire prevenzione, sicurezza e riconoscimento dei propri diritti.
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